Luglio 2008
BRESCIA 2019
CITTA’ o CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA???
Egregio direttore,
In questi giorni di caldo estivo e di vacanze ci sembra utile portare all’attenzione del dibattito
culturale della città il tema del Turismo, visto con l’occhio e la sensibilità delle associazioni nonprofit impegnate
quotidianamente sul versante sociale, associativo, solidale e del volontariato.
Ecco alcuni punti per noi fondamentali e strategici:
1. Applicazione dell’art. 10 della legge quadro del turismo n. 135/2001, che consente un più diretto
collegamento tra il prestito turistico per le categorie più deboli e il sistema “buoni vacanze” promosso dalle
nostre associazioni, anche nazionali, di promozione sociale (sulle esperienze Francesi, Svizzere, Belghe e
Ungheresi); le statistiche confermano che solo il 55% della popolazione ha accesso al “diritto” di vacanza.
2. Consulta del Turismo: Proponiamo un tavolo territoriale che favorisca la discussione e la programmazione
dei temi dell’organizzazione turistica e della mobilità e coordini gli attori istituzionali, del profit e del non
profit, per un turismo dello sviluppo condiviso e consapevole. Sottolineiamo, in ogni caso, l’importanza della
collaborazione strategica istituzionale ai vari livelli tra Regione, Provincia e Città capoluogo, ormai da
considerare come area metropolitana.
3. Quando si parla di “nuove forme di turismo rispettose dell’ambiente e delle culture locali”, noi del Forum
cerchiamo di declinare questo concetto nella nostra realtà locale. Secondo una definizione dell’OMT
(Organizzazione Mondiale per il Turismo), “lo sviluppo turistico sostenibile soddisfa i bisogni dei turisti e
delle regioni ospitanti e allo stesso tempo protegge e migliora le opportunità per il futuro
“. Questo
concetto vale anche per il turismo proposto e fatto nella nostra città e provincia. La stagione di “Brescia
Splendore dell’Arte” si è conclusa o sta per concludersi. Una stagione pluriennale di Grandi Mostre, di
Grandi Eventi che ha portato prepotentemente Brescia nel mercato turistico come nuova destinazione
emergente e culturalmente rilevante nelle città del turismo culturale. Ecco, noi diciamo che al di là dei due
milioni di visitatori il successo di questo grande sforzo pubblico e privato sarà consolidato solo se potremmo
rispondere positivamente ai due concetti citati prima.
In questa ricerca di una collocazione primaria come destinazione turistica nel mercato globale del turismo del
terzo millennio, la leggenda di Brescia, ovvero la brescianità, sta nella capacità di offrire al turista un’identità
fatta di mostre, di grandi eventi, di patrimonio monumentale ristrutturato, ma, soprattutto sta, nell’offrire una
città ospitale fatta di gente, di socialità e storia condivisa che non può prescindere dalla propria recente storia di capitale del lavoro, della solidarietà e della cooperazione sociale.

In tal senso guardiamo con interesse alla candidatura UNESCO della città (Brixia Regal Lombard City)
come patrimonio dell’umanità, in rete con altri siti longobardi d’Italia, germogliata anche per merito
dell’incontro fecondo delle associazioni bresciane con le consorelle delle altre regioni.
Guardiamo anche con interesse al futuro museo dell’industria e del lavoro, quale importante volano per un
turismo sociale e giovanile nella nostra città.
4. Creare – numerose e ripetibili – occasioni di Turismo Giovanile e di mobilità studentesca a Brescia e nella sua
Provincia (nella loro nuova identità postfordista); investire nel Turismo Scolastico Relazionale, in quanto
forma di accumulo di conoscenza esperienziale, pedagogica ed educativa per le nuove generazioni europee.
Campi di lavoro come momenti di scambio e conoscenza interculturale tra giovani.
5. Togliere il peso di normative burocratiche, favorendo altre vie percorribili e la professionalità dei nostri
animatori socio culturali e ambientali presenti sul territorio. Nuove professionalità per persone consapevoli
di operare nell’identità sociale.
6. Cultura dell’accoglienza. Rendere i cittadini consapevoli che il Turista non è estraneo al tessuto sociale
cittadino, ma è un elemento arricchente e stimolante per una crescita culturale e sociale.