cin1 Per chi ama l’arte cinematografica l’atmosfera è vivace, per le vie del centro è possibile imbattersi in sale cinematografiche d’altri tempi, dove apprezzare, tutto l’anno, spettacoli inediti e pellicole rivisitate, ma anche ultime uscite.

 

Nel 1896 Brescia ha aperto la prima sala di proiezione estemporanea nella palestra della Forza e Costanza di via Cavallotti. I cinema veri e propri arrivarono nel 1907 con il “Roi Soleil” di corso Palestro (chiamato “Sole” in epoca fascista) e l’”Edison” di corso Magenta. L’anno seguente aprirono anche il “Salon Parisien”, ribattezzato “Cinema Magenta” e ora sede di una filiale della Deutsche Bank, e la “Società Cinema Brescia”. Dal 1911 vennero proiettati film dalle 14 alle 24 con un costo tra i 20 e i 50 centesimi cin2di lira, con pianisti per l’accompagnamento e didascalie lette ad alta voce dal pubblico. Altri cinema erano il “Lùmière” (poi “Trento”) in via San Faustino, il “Vittoria” al Carmine, il “Cremona” (sorto negli Anni ’20 e specializzato in western e film “a serie”), il “Crociera”, il “Centrale” in corso Zanardelli, il “Garibaldi” e il “Supercinema” di corso Garibaldi, quest’ultimo in funzione fino al 2000, il “Palazzo” di piazza della Vittoria, devastato dai bombardamenti e unico cinema in cui D’Annunzio mise piede, soppiantato nel 1947 dall’”Adria” a cui si aggiunse, nel ’48, il vicino “Astra”. In città erano presenti anche sale “a luci rosse”, come il “Moderno”, oggi sede del Commissariato Carmine, l’”Orbiter” di via Solferino, oggi showroom di un’agenzia immobiliare e l’”Eden” di via Bixio. Alcune sale di proiezione furono: cin3l’ ”Aquiletta” (odierno Auditorium San Barnaba), l’ ”Odeon” di via Porcellaga (ora sede del Pam), il “Brixia” di via S. Faustino (oggi tra le sedi dell’università), il “Rik” e il “Nuovo” a Lamarmora. Le pellicole entrarono anche a teatro, dal Sociale al Grande.

Tra i sopravvissuti, il “Moretto” in centro e il “Metropol” di via Galilei, fino al Sociale. Importanti anche i cinema “interni”: il collegio Arici con la sala omonima in via Trieste, poi divenuta “Ambra” e ora auditorium della Cattolica, e la Pace col suo “Attualità-Pace”.

 

Sitografia: cin4http://www.giornaledibrescia.it/in-citta/dal-roi-soleil-all-aquiletta-le-sale-senza-pi%C3%B9-luce-1.370980

 

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